Quale psicoterapia scegliere

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Quale psicoterapia scegliere

Ogni psicoterapia ha una propria validità e non si può assolutamente sostenere che una psicoterapia sia migliore o peggiore rispetto ad un’altra. Ogni psicoterapia ha un modello teorico di riferimento ed una scuola di pensiero che la caratterizza e, quindi, un diverso approccio al paziente. I diversi tipi di psicoterapia danno, di conseguenza, importanza a diverse dimensioni dell’esperienza umana. Lo scopo di ogni psicoterapia, qualsiasi siano il suo riferimento teorico e le dimensioni dell’esperienza umana su sui si fonda, è quello del benessere psico-fisico della persona.

Nel momento in cui ci si trova a dover scegliere la psicoterapia giusta a cui affidarsi, si deve affrontare un compito non semplice, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al mondo della psicoterapia.

Per semplificare si possono individuare due grandi gruppi di psicoterapie. Quelle non analitiche e quelle ad orientamento analitico.

La psicoterapia cognitiva-comportamentale

Al primo gruppo appartiene la psicoterapia cognitiva-comportamentale. Questa psicoterapia ritiene che il nostro modo di pensare abbia un’influenza su ciò che sentiamo e facciamo. Essa ha come obiettivo quello di aiutare la persona a percepire come i propri pensieri e convinzioni possano essere alla base delle proprie difficoltà emotive e comportamentali. La terapia cognitivo-comportamentale abbina la terapia cognitiva e quella comportamentale: la prima permette di identificare determinati schemi fissi di interpretazione della realtà e di ragionamento, individuando pensieri ricorrenti che possono essere alla base di emozioni negative; la seconda, invece, offre un valido supporto nel definire e cambiare le relazioni tra le circostanze che originano delle difficoltà e le reazioni emotive che, in tali circostanze, si concretizzano.

Scopo della terapia cognitivo-comportamentale è quello di ridurre la condotta inadeguata, facilitare una ristrutturazione cognitiva ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di gestione delle situazioni difficili. Il terapeuta Cognitivo-Comportamentale utilizza molte tecniche differenti, che vanno dal rilassamento muscolare, alla messa in discussione delle convinzioni negative o irrealistiche, al mantenere un diario quotidiano, allo stimolare nuovi comportamenti. La psicoterapia cognitivo-comportamentale si focalizza prevalentemente sul presente, si orienta alla soluzione dei problemi attuali e non tiene conto delle caratteristiche del mondo interiore della persona. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è finalizzata al raggiungimento di obiettivi circoscritti all’aspetto sintomatico del disturbo o dei disturbi lamentati.

La psicoterapia psicodinamica

Al secondo gruppo appartiene la psicoterapia psicodinamica che, pur nelle sue varianti, ha come obiettivo quello di affrontare e curare il malessere psichico ed emotivo alla cui base vi sono quasi sempre degli elementi inconsci. Infatti, le barriere che si interpongono tra la sofferenza psichica del paziente e la possibilità di realizzare nuovi schemi di pensiero e di gestione della propria vita emotiva sono dovuti a cause complesse che hanno determinanti per lo più inconsce. Elemento fondamentale della psicoterapia psicodinamica è la relazione terapeutica che si crea tra terapeuta e paziente grazie alla quale diventa possibile esplorare la struttura dei conflitti responsabili dei sintomi.

La psicoterapia psicodinamica si differenzia da altri approcci in quanto il suo scopo è quello di andare oltre la semplice risoluzione del sintomo per scoprire quelle potenzialità e quelle risorse che la persona possiede, ma di cui è inconsapevole. Il lavoro dello psicoterapeuta consiste nel far riaffiorare, attraverso tecniche quali l’interpretazione di materiale simbolico (sogni, immagini…) e di materiale personale (comportamenti, modalità relazionali, etc.), le associazione libere, l’elaborazione del transfert, gli elementi che sono alla base delle difficoltà di rapporto con il mondo reale.

Durante le sedute viene favorita l’elaborazione del materiale emerso, per permettere al paziente di espandere la propria consapevolezza e poter modificare i propri stili relazionali in modo che vi sia una parziale ristrutturazione del Sé che sia il più efficiente possibile all’adattamento alla vita sociale e relazionale.

2017-12-18T06:39:06+02:00