Ossessioni

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Ossessioni 2018-05-09T08:03:27+00:00

Ossessioni: cosa fare, come riconoscerle e guarire

Quando si parla di   ossessioni   ci si riferisce a pensieri, idee, immagini e impulsi che continuano a presentarsi nella mente in modo involontario, provocando   disagio   e sensazioni negative. Le ossessioni, quali esse siano, sono molto invasive e non lasciano spazio per altro occupando quasi tutto o tutto il tempo della giornata. Ovviamente non tutti i pensieri ricorrenti sono ossessioni, bisogna  fare delle distinzioni.

Ad  esempio, molto spesso si usa la parola “ossessioni” in modo errato, intendendo ad esempio una   fissazione   per qualcosa, come ad esempio la musica, lo sport, ecc. Le cosiddette fissazioni non vengono intese come episodi ossessivi anche se il tempo loro dedicato è molto, perché non si tratta di pensieri  o azioni sgraditi e, oltre tutto, possono essere sospesi o deviati volontariamente in qualsiasi momento lo si desideri.

 

Cosa sono le ossessioni?

E’ importante distinguere  le   ossessioni    dalle   ruminazioni, possono sembrare uguali, ma sono due fenomeni ben distinti.

Le   ossessioni    sono   involontarie, escono dal nostro controllo, sono invasive, persistenti e obbligano a mettere in atto degli stratagemmi che hanno la funzione di contenere l’ansia. Ha così origine il   disturbo ossessivo compulsivo.

Le ruminazioni avvengono quando pensiamo insistentemente a fatti del passato. Ci chiediamo se abbiamo fatto bene ad agire in un certo modo, a dire quelle cose invece di altre, a come sarebbe potuta andare la situazione se avessimo o non avessimo fatto determinate cose. Tutte queste domande hanno la funzione di   analizzare mentalmente una certa situazione per capire se siamo stati all’altezza, si siamo stati adeguati o se abbiamo sbagliato.

Questo atteggiamento  può essere molto comune ed è un’azione   volontaria   che possiamo interrompere spostando altrove il pensiero. A volte il rimuginare diventa cronico e si proietta nel futuro creando scenari soprattutto negativi e ansiogeni. In questo caso si ha un disturbo d’ansia generalizzato che necessita di un trattamento psicologico e medico.

 

Tipiche ossessioni

Si parla di ossessioni quando i pensieri, le immagini, gli impulsi riguardano  campi specifici. Ad esempio: la   contaminazione, cioè la paura di entrare in contatto, direttamente o indirettamente, con sostanze pericolose. Questo richiede di conseguenza l’impulso a volersi lavare frequentemente. Chi invece continua a immaginare che, a causa delle proprie disattenzioni o mancanze, creerà un danno a cose e persone intorno a sé ha un’ossessione di danno   e cercherà di tenere tutto sotto il massimo controllo.

Anche la superstizione è qualcosa che condiziona, perché influisce sulle azioni e sui pensieri della propria vita. Chi sviluppa un’ossessione superstiziosa   infatti immagina di dover seguire certe regole per neutralizzare eventi negativi. In questi casi viene chiamata in causa perfino un’interpretazione tutta soggettiva della religione, la preghiera e la magia. Altre ossessioni riguardano invece pensieri   sessuali, impulsi aggressivi, immagini autolesive (es. gettarsi dalla finestra, uscire di strada con l’auto) o blasfeme.

Si ritiene che non vi sia un’unica causa all’origine delle ossessioni. Studi recenti hanno evidenziato delle concause quali fattori genetici, neurologici, cognitivi ed ambientali.

Ossessioni: cosa fare?  

Chi soffre di ossessioni ha bisogno di un   valido supporto   per ritrovare il benessere. Di fatto questi pensieri alimentano angoscia e disagio nella persona e i vari rituali e le azioni che si mettono in atto (es. lavarsi frequentemente) servono solo a tranquillizzarsi temporaneamente. Le ossessioni infatti si rinforzano nel tempo e vanno via via ad intensificarsi togliendo spazio vitale ed inglobando in un mondo ansiogeno e riduttivo le persone che ne sono portatrici.

Essendo inserite in un quadro di ansia è importante rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta per diagnosticare correttamente il problema. Secondo alcuni orientamenti le ossessioni vanno gestite, ma non possono scomparire, per altri invece è possibile   intervenire in modo risolutivo.