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PSICOTERAPIA

INDIVIDUALE

Anna Ambiveri & Ivana Cerruti
Psicologia e Psicoterapia
on line e in Studio a Torino
icona psicologia individuale

Psicoterapia: che cos’è e come funziona

La psicoterapia, qualsiasi sia il suo orientamento, è un cammino più o meno lungo compiuto dal paziente insieme al terapeuta per raggiungere un cambiamento.

Cosa significa cambiamento?

Non sicuramente diventare chi non si è, anzi vuol proprio dire il contrario. Cambiamento significa poter far uso delle proprie potenzialità e risorse che non hanno potuto esprimersi o che si sono espresse solo in minima parte. Cambiamento significa ampliamento della consapevolezza e della conoscenza di sé, significa modificare gli schemi e gli automatismi responsabili dei comportamenti disfunzionali.

Scopriamo qualcosa in più sulla psicoterapia

Rivolgersi a uno psicoterapeuta non vuol dire farsi dare o ricevere consigli, né ricevere suggestioni, ma significa farsi accompagnare (da una persona che si è formata per fare ciò) ad incontrare se stessi.
La Psicoterapia si svolge in uno spazio protetto, accogliente e contenitivo, nel quale agiscono la parola e l’ascolto. E’ uno spazio nel quale il giudizio è sospeso, per cui la persona può raccontarsi senza timore di essere giudicato per ciò che dice. Il terapeuta ha l’obbligo del segreto professionale.

Quando può essere utile iniziare una psicoterapia

Quando nella vita ci si trova ad avere dei momenti di difficoltà, dei periodi in cui ci si sente fragili, inadeguati, indifesi, angosciati. Quando ci si sente tristi o giù di morale per periodi lunghi senza un motivo reale, quando le normali incombenze quotidiane diventano faticosissime e insostenibili, quando si provano paure immotivate, quando lo stare in certi luoghi o l’affrontare certe situazioni originano un’ansia non giustificata e non giustificabile.

Quando concentrarsi, lavorare, dormire sembrano avvenimenti irrealizzabili, quando eventi esterni (lutti, incidenti, separazioni, ecc.) causano un disagio psicologico che va ben oltre ai tempi necessari per elaborali e dal quale non si riesce più ad uscire.

In tutti questi casi può essere arrivato il momento in cui la psicoterapia può venire in aiuto per dare senso e aiutare a trovare o ritrovare il proprio benessere.

CHI È LO PSICOTERAPEUTA

Lo Psicoterapeuta è un laureato in Psicologia o Medicina, iscritto al proprio Albo di riferimento che ha effettuato una formazione quadriennale post-laurea riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca . M.I.U.R. Il percorso quadriennale prevede un monte ore di tirocinio da effettuale in strutture riconosciute sotto la supervisione di esperti del settore. Le scuole di psicoterapia hanno vari indirizzi a seconda di quello che è il modello teorico di riferimento. Quella ad indirizzo psicodinamico (es. IPP di Torino), richiede obbligatoriamente che lo psicoterapeuta in formazione effettui una psicoterapia personale prima di concludere l’iter di studi. Lo psicoterapeuta può svolgere (se psicologo) anche tutte le attività dello psicologo clinico. La psicoterapia si occupa di curare i disturbi della sfera psichica da quelli di lieve entità a quelli gravi. A volte può essere molto utile una collaborazione con la figura dello psichiatra in quanto il portatore del disagio psicologico può trarre un maggior giovamento se utilizza anche dei farmaci oltre alla cura con la parola.

L'azione di uno psicoterapeuta psicodinamico

La psicoterapia psicodinamica agisce soprattutto attraverso l’impiego di due strumenti: il colloquio clinico e la relazione terapeutica. Durante le sedute di psicoterapia psicodinamica il paziente è invitato a parlare liberamente dei suoi desideri, dei suoi pensieri e delle sue paure. Non incontra ostacoli come succede solitamente quando si parla con un parente o un amico che esprime la sua opinione e blocca le emozioni inducendo a condividere il suo pensiero. Il terapeuta favorisce il libero sfogo e la massima espressione delle emozioni del paziente. Solo così il campo d’indagine diventa ricco di informazioni da cui si parte per consentire la guarigione e rinnovare il modo di vivere dell’assistito.
Lo psicoterapeuta psicodinamico ha il compito di far emergere alcuni aspetti del sé poco conosciuti per mettere in risalto il mondo emozionale del paziente. Il risultato che la psicoterapia psicodinamica mira ad ottenere è la conoscenza delle problematiche del paziente, delle contraddizioni della sua personalità promuovendo la capacità di esprimere gli stati d’animo vissuti. Il paziente non riconosce le cause di un suo eventuale malessere che innescano dei processi dannosi per la sua salute. Quando un paziente non sta bene psicologicamente evita il malessere attraverso comportamenti finalizzati a raggirare il problema. Si parla di meccanismi di evitamento. Lo stesso meccanismo si presenta in tutti gli aspetti della vita ed anche nei confronti della terapia.

La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico/psicodinamico si propone, quindi, di mettere a disposizione del soggetto uno spazio personale nel quale, attraverso un ascolto autentico e non giudicante, si costruirà nel tempo una particolare relazione tra paziente e terapeuta (il NOI terapeutico) che guiderà verso una trasformazione consapevole dei processi psicologici dai quali dipendono il disagio e la sofferenza psichica e relazionale. In un luogo di accettazione, accoglienza e apertura verso ogni “diversità”, di riflessione e condivisione, la coppia terapeutica cercherà di esplorare e far “riemergere” tutto ciò che riguarda la persona nella sua unicità e irripetibilità. Lo psicoterapeuta assiste e accompagna il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori camminando insieme a lui nella ricerca, dentro di sé, di nuove condizioni interne e modalità relazionali che gli permetteranno di ritrovare il proprio benessere psicoemotivo/affettivo nel rapporto con se stessi e con gli altri.

L'incontro con lo psicoterapeuta psicodinamico

La psicoterapia psicodinamica indaga sull’unicità del mondo interiore di ogni paziente e cerca di comprendere quali sono i fattori inconsci che bloccano il pensiero e che producono un disturbo sull’espressione delle emozioni. La consapevolezza dei fattori limitanti consente al paziente di sviluppare parti nuove del Sé. Per ottenere dei buoni risultati dalla terapia è necessario che il paziente si fidi del terapeuta esprimendo tutte le sue fantasie, paure, preoccupazioni, rabbie… Inoltre deve essere disposto a conoscere delle parti inconsce che potrebbero all’inizio rievocare emozioni dolorose. La profonda conoscenza di queste zone oscure del proprio mondo interiore libera il paziente aprendo la strada a delle opportunità risolutive. Queste opportunità favoriscono una maggiore significatività della vita e la piena soddisfazione dei desideri.

Il percorso psicoterapeutico

Può succedere che il paziente per evitare di provare delle emozioni troppo forti o dolorose durante la psicoterapia ponga in atto dei comportamenti che sembrano dovuti al caso e che ostacolano la terapia. In realtà tali comportamenti rappresentano delle difese o delle resistenze. Ad esempio se un soggetto non vuole compiere un’azione probabilmente dimenticherà di farla. Lo stesso potrà accadere al paziente ad esempio dimenticando la seduta, arrivando in ritardo, sbagliando orario (questi sono solo alcuni dei più comuni agiti dei pazienti). Il professionista studierà la causa inconscia di questa dimenticanza attraverso il colloquio con il paziente, cercando di comprendere il cuore del problema. Il professionista cerca di comprendere quali sono gli elementi riguardanti le dimensioni del Sé, le esperienze affettive, l’impostazione personale nelle relazioni. Attraverso questo studio valuta quanto pesa il passato sulla vita presente del paziente cercando di interrompere la continuità quando è negativa. Il suo compito è quello di far emergere gli ostacoli che il passato pone nel vivere in modo pieno il progetto di sé, in modo tale da porre nuove basi per un’esistenza serena caratterizzata dalla piena accettazione dei propri limiti e dall’identificazione delle proprie virtù. Lo psicoterapeuta cerca di esplorare le dimensioni del sé per comprendere i temi ricorrenti e i patterns che accompagnano il pensiero e bloccano il sé impedendo il fluire libero delle emozioni.

Scoperta delle potenzialità

L’obiettivo della psicoterapia psicodinamica, oltre al riconoscimento di ciò che significano i sintomi di tipo patologico e di ciò che li alimenta è, quindi, il far affiorare le risorse potenziali latenti che riguardano diversi aspetti della vita del paziente. Non si parla solo di relazioni interpersonali più soddisfacenti con un partner ma anche di tolleranza nei confronti degli altri, dell’accettazione delle sfumature del carattere, della comprensione degli ostacoli emotivi. Inoltre la terapia fa emergere le potenzialità intellettuali che per timidezza o scarsa autostima non sono state alimentate. Consentendo al paziente di credere in sè stesso emergerà il talento in modo tale che egli possa cogliere le opportunità che si presentano. La guarigione fortifica il paziente anche di fronte a cambiamenti dolorosi della vita rendendolo capace di affrontarli con maggiore serenità, accettandoli senza drammi e senza ripercussioni sulla vita psicofisica.

Le relazioni interpersonali in psicologia

Si dà molta importanza alle esperienze infantili e alle figure di attaccamento che hanno un certo peso sulla vita presente fungendo da ostacolo nel vivere le esperienze. Le relazioni interpersonali sono studiate a fondo per comprendere la capacità del paziente di esprimere i suoi bisogni emotivi. Quando il paziente frequenta soggetti con una personalità problematica emergono i suoi problemi relazionali. Anche la terapia fa emergere i problemi interpersonali perché si crea una relazione profonda con lo psicoterapeuta il quale la utilizza per comprendere la rete in cui risulta incagliato l’inconscio. Dalla relazione con il terapeuta emergono interessanti fattori che possono portare il paziente a rinnovare le relazioni interpersonali e vivere in modo libero i desideri inconsci. La rielaborazione dell’inconscio e dei suoi desideri porta ad un’esperienza trasformativa che induce il paziente a sintonizzarsi con il proprio Sé.

PSICOTERAPIA BIONOMICO AUTOGENA

I.H. Schultz considerava la personalità umana “organismica” intendendo con questo termine il risultato di un’integrazione inscindibile tra psiche e soma. Le sensazioni fisiche ed i segni somatici hanno sempre un legame con vissuti psichici di cui si può essere coscienti o meno. La psicoterapia bionomico autogena permette di risalire dagli uni agli altri e viceversa.
La psicoterapia bionomico autogena ha le sue radici nella neurofisiologia e nella psicologia del profondo e, come tale, lavora sull’unità psico-soma. Ogni soggetto è una persona unica ed irripetibile che ha un proprio piano di vita, già presente a livello dell’embrione, che lo spinge ad autorealizzarsi secondo le sue potenzialità e le sue caratteristiche personali. Là dove ci siano degli impedimenti possono esservi delle deviazioni dal proprio piano di vita che danno vita al disagio, al malessere, alla patologia psichica e somatica.

Cos'è la psicoterapia bionomico autogena

La psicoterapia bionomico autogena è una via che consente di andare oltre i sintomi manifesti del malessere per aiutare le persone a realizzare se stesse. Essa è una psicoterapia analitica, immaginativa, simbolica, e del profondo a forte valenza psicofisiologica. Nell’ambito della psicoterapia autogena si utilizzano il training autogeno di base nella modalità di “scoprimento” e ricerca del senso ed il Training Autogeno Superiore. Il TAS mira a slatentizzare immagini simbolo che appartengono al piano di vita del soggetto. Le immagini simbolo rappresentano un ponte che collega l’inconscio con il conscio. Le immagini che il lavoro terapeutico slatentizza, così come i vissuti corporei, vengono trattati allo stesso modo del materiale onirico, cioè con libere associazioni, amplificazioni,etc. Il materiale che il percorso terapeutico slatentizza non sarà soltanto espressione dell’inconscio personale, ma avrà in sé anche le indicazioni precise per intraprendere la via della guarigione. Vi saranno, quindi, sia aspetti personali che bionomici, cioè indicazioni sulla strada da intraprendere per la realizzazione del piano di vita. Per questo la psicoterapia bionomico/autogena mette in moto un processo di autoguarigione i cui elementi sono insiti nel piano di vita del soggetto. Si può considerare la psicoterapia bionomico autogena una forma di autoanalisi guidata attraverso l’uso di tecniche autogene, quali il training autogeno di base ed il training autogeno superiore.

 

Obiettivi della psicoterapia

L’obiettivo principale della psicoterapia autogena è quello di accompagnare la persona a ritrovare il proprio piano di vita dal quale può aver deviato a causa di motivazioni esterne e/o interne a sé. La psicoterapia bionomico autogena favorisce i processi di autoguarigione che si slatentizzano in modo naturale durante il percorso terapeutico. Ogni persona ha in sé il potenziale di autoguarigione che, nella patologia, non è lasciato libero di esprimersi. il terapeuta, nella relazione con il paziente, ha l’obbligo al rispetto totale della soggettività di quest’ultimo e alla non interferenza nei suoi processi autogeni, proprio per permettergli la scoperta o la riscoperta delle potenzialità insite nella sua struttura di personalità.
La relazione con il proprio terapeuta e lo stato autogeno che si raggiunge attraverso il training autogeno di base e superiore consentono il cambiamento terapeutico.
Esso avviene attraverso un riequilibrio emotivo “organismico” che permette una migliore controllo delle emozioni e successivamente, attraverso l’espansione della coscienza. Tutto ciò consente lo sviluppo di funzioni superiori che spingono il soggetto ad andare incontro al proprio piano di vita.

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