Come superare l’ansia da esame

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Come superare l’ansia da esame

L’ansia in sé, non è negativa o positiva, buona o cattiva, in quanto essa consiste in una serie di cambiamenti sia fisiologici che psicologici scatenati da un evento o da una situazione con lo scopo di affrontare il momento stesso. Viene definita “normale” l’ansia che ha una funzione adattiva per l’individuo rispetto al contesto scatenante, “patologica” l’ansia disfunzionale che blocca e che spinge alla resa o alla fuga.

Nello specifico anche l’’ansia da esame può essere:

  • ansia da esame fisiologica e, quindi, normale: si tratta della normale ansia che provano gli individui che tentano di raggiungere un certo obiettivo. Tale attivazione ansiosa funge da stimolo per utilizzare al meglio le proprie risorse cognitive;
  • ansia da esame non adattiva e, quindi, patologica: differentemente dalla normale ansia fisiologica che si attiva in vista di una certa prestazione, l’ansia patologica è caratterizzata da un’intensa attivazione somatica e da una serie di pensieri pessimistici e disastrosi, che rendono molto difficile se non impossibile attingere al proprio potenziale cognitivo. Infatti, invece di favorire la concentrazione l’ansia patologica la disgrega.

Coloro che soffrono di ansia da esame patologica temono profondamente di fallire e di compromettere, in questo modo, la fiducia in se stessi. Generalmente l’ansia patologica riguarda le persone particolarmente insicure che non si sentono all’altezza del compito e con un basso livello di autostima, cioè quelle persone che fanno dipendere la loro autostima da un riconoscimento esteriore.

Principali caratteristiche dell’ansia da esame

L’ansia da esame può essere considerata patologica nel momento in cui è caratterizzata dai seguenti elementi:

  • sintomi di natura somatica quali tachicardia, tremori, sudorazione, insonnia, inappetenza o fame patologica, peggiorano in maniera graduale, mano a mano che si avvicina l’esame;
  • proiezione mentale di immagini in cui il soggetto vede se stesso in difficoltà durante la prova d’esame, difficoltà a concentrarsi e a fermare il pensiero, mancanza di lucidità;
  • pensieri negativi sull’esito dell’esame e sulle sue conseguenze: sentimento di umiliazione, paura di fare una brutta figura davanti alla commissione, paura di essere giudicati degli incapaci dagli altri, paura di disattendere le aspettative dei propri cari;
  • pensieri negativi di autosvalutazione e autocommiserazione;
  • nonostante ripetute esposizioni all’evento l’ansia non si riduce, essa è resistente all’estinzione;
  • evitamenti, ovvero quando lo studente preferisce non affrontare l’esame. Questa circostanza contribuisce a innescare un meccanismo vizioso, per cui, sarà sempre più difficile superare la prova successiva.

La paura cronica di un esame, come qualsiasi altra forma di ansia ha una ricaduta a livello somatico dando origine ad una serie di sintomi fisici. Questo accade perché, a causa dello stress elevato, l’organismo produce adrenalina (un ormone secreto dalle ghiandole surrenali) il cui compito è quello di preparare il corpo a difendersi quando si trova di fronte a un pericolo o a una minaccia.

Superare l’ansia da esame con la psicoterapia

Non sempre si riesce in maniera autonoma a imparare a gestire l’ansia da esame patologica e può essere necessario affrontare un percorso di psicoterapia. L’ansia patologica da esame può essere considerata come ansia da prestazione.

Il percorso psicoterapeutico consente al paziente di apprendere delle specifiche tecniche e strategie per gestire nel migliore dei modi lo stato ansioso determinato dalla paura di affrontare un esame. Il terapeuta, ad esempio, farà in modo di mettere in discussione le credenze disfunzionali del paziente (disputing del pensiero negativo) che innescano il sentimento di panico e di sostituirle con delle credenze più funzionali; si insegnerà, ad esempio, a non confondere il valore della prova d’esame con il valore personale: il paziente sarà accompagnato a prendere consapevolezza che un esame, a prescindere dall’esito, non può essere identificato con le capacità e le qualità del soggetto.

Il percorso psicoterapico può prevedere anche l’impiego del training autogeno immaginativo simbolico di Schultz che favorisce la concentrazione psichica e facilita l’espansione della consapevolezza di sé.

I benefici apportati dalla psicoterapia a coloro che sono effetti da ansia da esame, lo ricordiamo, sono a lungo termine. Ciò significa che intraprendere un percorso terapeutico consente di effettuare un lavoro su se stessi che produce effetti duraturi: le persone, in altri termini, impareranno ad affrontare esami e interrogazioni senza demoralizzarsi e senza conferire loro un valore errato.

Lo psicologo spronerà anche il paziente a individuare il proprio reale valore, in modo da rafforzarne il sentimento di autostima e di fiducia in se stesso. In tal modo lo aiuterà a diventare meno dipendente dal giudizio degli altri.

Naturalmente per superare in via definitiva questo tipo di ansia sono necessari tempo, impegno e costanza. Una volta intrapreso il percorso terapeutico si ridurranno gradualmente tutti i pensieri e le immagini negativi con un conseguente calo del livello di stress.

2017-11-30T07:21:25+02:00