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Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi (anche quando ci fanno soffrire)

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Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi (anche quando ci fanno soffrire)

Ti ritrovi sempre nelle stesse situazioni? Scopri perché tendiamo a ripetere gli stessi schemi, quale ruolo hanno gli schemi emotivi e come iniziare a modificarli.

Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi?

Molte persone, a un certo punto, si accorgono di vivere situazioni molto simili tra loro: relazioni che finiscono allo stesso modo, scelte che portano agli stessi risultati, dinamiche che si ripetono nel tempo. Questo porta spesso a chiedersi: “Perché continuo a ripetere gli stessi schemi?”, “Perché mi ritrovo sempre nelle stesse situazioni?”. Non si tratta semplicemente di mancanza di volontà. Alla base ci sono meccanismi psicologici profondi, legati agli schemi emotivi e al bisogno di sicurezza.

Il bisogno di sicurezza: perché scegliamo ciò che conosciamo

Uno dei motivi principali per cui ripetiamo gli stessi schemi è il bisogno di sicurezza. Anche quando una situazione è dolorosa, se è familiare viene percepita come più gestibile rispetto a qualcosa di nuovo. La mente preferisce ciò che conosce, perché è prevedibile. In altri termini: meglio un disagio noto che un’incertezza sconosciuta.

Perché il cervello ripete gli schemi (anche quando fanno soffrire)

Dal punto di vista psicologico e neurobiologico, il cervello è orientato a prevedere, anticipare e ridurre l’incertezza. Per farlo, utilizza schemi già appresi. Questo spiega perché possiamo ritrovarci a ripetere schemi disfunzionali: non è un errore, ma un meccanismo automatico di adattamento.

Schemi emotivi: cosa sono e come influenzano le scelte

Gli schemi emotivi sono modelli interiori che guidano il modo in cui interpretiamo le situazioni, reagiamo emotivamente e costruiamo relazioni. Molti schemi che oggi fanno soffrire, come la paura di essere rifiutati, il bisogno di controllo, la difficoltà a dire no o la tendenza a restare in relazioni insoddisfacenti, hanno avuto, in origine, una funzione protettiva. Ciò che oggi limita, in passato è stato utile.

Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi nelle relazioni

Un ambito in cui questi schemi emergono con più forza è quello relazionale. Spesso le persone si accorgono di scegliere partner simili, vivere conflitti ricorrenti e ritrovarsi sempre nello stesso ruolo (chi rincorre, chi evita, chi si adatta). Questo accade perché le relazioni attivano schemi profondi legati alle prime esperienze affettive.

Le origini: le prime relazioni e gli schemi interiori

Le prime relazioni, soprattutto nell’infanzia, influenzano profondamente il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri. È in questo contesto che si formano aspettative implicite, come: “posso fidarmi?”, “sono abbastanza?”, “posso esprimermi liberamente?” Gli studi di John Bowlby mostrano come queste esperienze contribuiscano alla costruzione dei modelli operativi interni, che continuano a guidare il comportamento anche in età adulta.

Ripetere gli schemi per cambiare il finale (senza accorgersene)

A volte ripetiamo certi schemi non per restare nel problema, ma nel tentativo di risolverlo. In modo inconsapevole, una parte di noi prova a “riscrivere” esperienze passate, con la speranza che questa volta vada diversamente. Tuttavia, senza consapevolezza, il copione tende a riproporsi.

Quando gli schemi diventano un limite

A un certo punto, ciò che prima funzionava smette di essere utile. Possono emergere segnali come stanchezza emotiva, senso di insoddisfazione o la sensazione di ripetere, ancora una volta, gli stessi schemi. È spesso in questa fase che inizia a farsi spazio un desiderio di cambiamento.

Come interrompere gli schemi che si ripetono

Il cambiamento non inizia necessariamente con un’azione immediata, ma con la consapevolezza. Un primo passo è riconoscere gli schemi, accorgersi di quando si attivano e in quali situazioni tendono a riproporsi. Successivamente, è utile osservare le proprie reazioni automatiche, prestando attenzione a pensieri, emozioni e comportamenti che precedono le scelte. Un passaggio fondamentale è poi comprendere la funzione dello schema, chiedendosi: “Questo schema cosa sta cercando di fare per me?”. Infine, diventa possibile introdurre nuove modalità di risposta, sperimentando alternative in modo graduale e sostenibile.

Cambiare gli schemi è possibile (ma è un processo)

Interrompere schemi ripetitivi non significa cambiare tutto subito. Significa, piuttosto, iniziare a comprendere i propri meccanismi, riconoscere ciò che è familiare e creare, passo dopo passo, uno spazio per nuove possibilità. Ripetere gli stessi schemi non è un segno di debolezza, ma il risultato di processi profondi legati alla ricerca di sicurezza.

Diventare consapevoli di questi meccanismi è il primo passo per interrompere il ciclo e costruire modalità più flessibili, coerenti e soddisfacenti.


Bibliografia

  • John Bowlby (1989). Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • John Bowlby (1972). Attaccamento e perdita. Vol. 1: L’attaccamento. Torino: Bollati Boringhieri.
  • Mary Ainsworth et al. (1978). Patterns of Attachment (trad. it. disponibile).
  • Jeffrey E. Young, Klosko, J. S., Weishaar, M. E. (2007). Schema Therapy. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Antonio Damasio (1995). L’errore di Cartesio. Milano: Adelphi.
  • Daniel J. Siegel (2013). La mente relazionale. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Vittorio Lingiardi (2017). Diagnosi e destino. Torino: Einaudi.
  • Allan N. Schore (2010). La regolazione degli affetti e la riparazione del sé.

Domande frequenti (FAQ)

Perché ripetiamo sempre gli stessi schemi?

Perché il cervello tende a preferire ciò che è familiare e prevedibile. Anche situazioni negative possono risultare più “sicure” rispetto a qualcosa di sconosciuto.

Cosa sono gli schemi emotivi?

Sono modelli interiori che influenzano il modo in cui pensiamo, reagiamo e ci relazioniamo, sviluppati nel tempo a partire dalle esperienze.

È possibile cambiare gli schemi mentali?

Sì, ma il primo passo è la consapevolezza. Riconoscere gli schemi permette, nel tempo, di modificarli.

Perché ripetiamo gli stessi schemi nelle relazioni?

Perché le relazioni attivano modelli appresi nelle prime esperienze affettive, che tendono a riproporsi anche in età adulta.

Sono laureata in Psicologia con indirizzo clinico presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Padova e in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino . Ho conseguito la specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica presso l’Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica di Torino IPP, un Master in Psicoterapia Bionomica presso il Formist (Scuola di Psicoterapia Bionomia) di Cagliari e sono didatta dell’ICSAT in training autogeno bionomico. Sono iscritta all’albo degli Psicologi al n 169 e all’elenco degli psicoterapeuti della Regione Piemonte.

Anna Ambiveri

psicologa & psicoterapeuta

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