Training Autogeno applicazioni pratiche

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Training Autogeno applicazioni pratiche

Il Training Autogeno somatico è il primo momento di quell’impianto più ampio chiamato Training Autogeno e che comprende al suo interno anche il Training Autogeno Superiore (T.A.S.).

Il Training Autogeno è una tecnica psicoterapeutica dalle molteplici applicazioni. Può essere lo strumento principe della psicoterapia autogena utile nel trattamento di gran parte dei disturbi psicologici, così come può essere una tecnica importante in campo psicoeducativo (scuola, sport, alimentazione, educazione o rieducazione al benessere, ecc) o diventare semplice strumento di rilassamento per qualsiasi persona desideri migliorare la qualità della propria vita.

Il Training Autogeno è stato studiato inizialmente da H.I.Schultz con l’obiettivo di riprodurre ed aumentare le sensazioni di quiete e di benessere che gli individui sottoposti all’ipnosi frazionata di Oskar Vogt provavano al termine di ogni incontro. Era importante per Schultz arrivare ad ottenere gli stessi risultati senza la presenza dell’ipnotista e delle sue suggestioni in modo tale che il paziente fosse libero ed autonomo e che le risposte di benessere si generassero autonomamente.

Il nome stesso di questa metodologia racchiude, infatti, i due concetti fondamentali di Schultz, quello di: “training” che significa “allenamento” e sta ad indicare l’esercizio sistematico che richiede tale strumento e “autogeno” che significa che “si genera da sé”, spontaneamente con le caratteristiche proprie di ciascun soggetto. Successivamente vi è stata un’evoluzione del metodo con particolare attenzione agli aspetti psichici ed all’espansione della coscienza.

Si tratta dunque di uno speciale allenamento psicofisico, che ha come obiettivo non solo il raggiungimento dell’equilibrio e della calma, ma esso conduce ad un attento lavoro sulla propria persona. Il suo scopo è permettere di esprimere ed utilizzare al meglio tutte le potenzialità del soggetto e dare voce alla saggezza biologica insita in ognuno di noi, in modo tale che gli eventuali aspetti “patologici” disturbanti trovino un loro senso ed un loro “scioglimento”.

Ma quali sono le applicazioni pratiche del Training Autogeno?

Il training autogeno può essere usato in campo psicoeducativo ed in campo clinico. In ambito psicoeducativo le applicazioni sono relative soprattutto al riequilibrio di comportamenti scorretti e potenzialmente dannosi in modo da permettere e facilitare il recupero del proprio benessere psico-fisico. Non solo; il Training Autogeno può risultare un mezzo facilitante l’emergere di potenzialità personali presenti allo stato latente.

In ambito clinico oltre agli aspetti distensivi o di rilassamento che la tecnica possiede, si mostra particolarmente indicato e valido in tutti quei disturbi collegati al corpo (disturbi funzionali, disturbi somatoformi, disturbi psicosomatici, attacchi di panico, disturbi psiconeurovegetativi, ansia, ecc.).

Il Training Autogeno (di base e superiore) consente un’espansione della coscienza agli strati più profondi della personalità. Il Training autogeno permette l’emergere di percezioni corporee e favorisce esperienze visive, acustiche e olfattive, aspetti che potranno diventare materiale importantissimo di lavoro terapeutico.

Con il Training Autogeno si attivano dei cambiamenti a livello fisiologico e psicologico

Con il Training Autogeno si attivano dei cambiamenti a livello fisiologico e psicologico. Dal punto di vista fisiologico tale tecnica facilita la distensione della muscolatura scheletrica e dei vasi sanguigni, con conseguente rilassamento e senso di benessere totale dell’individuo, riporta al ritmo naturale il battito cardiaco ed il livello della pressione sanguigna, riporta il numero degli atti respiratori al livello ottimale, riequilibra la relazione tra il sistema simpatico (azione) e il parasimpatico (calma), agisce sul sistema neuroendocrino riequilibrandone le funzioni.

I cambiamenti psicologici riguardano la possibilità di migliorare l’attenzione e le capacità di concentrazione, di ristrutturare reazioni negative, di migliorare alcuni vissuti psicologici e, soprattutto, la possibilità di portare in luce potenzialità sopite.

Un concetto fondamentale della tecnica autogena è quello della “concentrazione psichica passiva, cioè del “non fare”, del “lasciar accadere”, l’atteggiamento, quindi, di staccarsi dal bisogno dell’azione continua, del voler necessariamente operare sulla realtà per renderla adeguata ai propri fini.

In generale, senza entrare nello specifico del modo nel quale lo psicoterapeuta riterrà opportuno utilizzare il Training Autogeno (ambito psicoeducativo o clinico), è possibile applicare le tecniche di Training autogeno per migliorare diversi disturbi: notevoli benefici sono stati registrati per i disturbi dell’alimentazione e della digestione, per quelli dell’apparato cardio-circolatorio, così come per i disturbi della respirazione e della pelle, oltre che per alcune problematiche neurologiche e legate al sistema motorio.

Questa tecnica può essere applicata anche in assenza di patologie specifiche per poter raggiungere un maggior grado di rilassamento e combattere stress o eccessivo nervosismo. E’ sempre consigliabile rivolgersi a psicoterapeuti formati nel settore sia per poter apprendere al meglio la tecnica sia per affrontare e sciogliere eventuali difficoltà o disagi.

E’ consigliabile informarsi bene su come il Training Autogeno viene proposto ed utilizzato in quanto tale tecnica è stata in tempo passato banalizzata e svilita del senso profondo e terapeutico che era nel pensiero del suo creatore I.H. Schultz. Il Training Autogeno potrà diventare un alleato da usare in autonomia e nei contesti più vari, dal semplice desiderio di rilassamento alla gestione di situazioni più impegnative e emotivamente coinvolgenti.

2018-10-27T07:40:41+02:00