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Depressione e bassa autostima: quali correlazioni?

22/07/2022

Depressione e Autostima sono inevitabilmente connesse l’una all’altra. Depressione e bassa autostima sono fra le cause più diffuse di sofferenza psicologica e spingono spesso le persone a chiedere aiuto ad uno psicologo.

Nella maggior parte dei casi questi due disturbi si presentano contemporaneamente, ma quale dei due è la causa dell’altro? Diversi studi scientifici dimostrano che esistono delle correlazioni fra depressione e bassa autostima.

Scopriamo nel dettaglio quali sono.

Correlazioni fra depressione e bassa autostima

La depressione è un disturbo dell’umore, e chi ne soffre non prova più alcuno stimolo a svolgere con piacere le attività che prima lo gratificavano, sentendosi stanco e apatico.

La bassa autostima, che consiste nell’avere una valutazione negativa di se stessi, porta dubbi, insicurezze e non permette di utilizzare tutte le risorse a disposizione per vivere la vita in maniera positiva. Non accettare se stessi e non avere sentimenti positivi verso la propria persona lascia svuotati, privi di energie e senza risorse psicologiche.

Qual è il rapporto di causa effetto fra depressione e bassa autostima? Questa domanda è stata al centro degli studi svolti dai ricercatori nel campo della psicologia della personalità. Nello specifico, la domanda a cui hanno cercato di rispondere attraverso gli studi è la seguente: “È la depressione a scatenare l’autostima? Oppure è l’autostima la causa della depressione?”.

Nel tentativo di rispondere a questa domanda si sono sviluppati due approcci differenti: il primo riconosce alla depressione la responsabilità di svolgere un’azione deleteria sull’autostima; il secondo sostiene che è la bassa autostima a far cadere in depressione.

Dall’esito delle ricerche è risultato che la teoria più attendibile è la seconda, in quanto sono nettamente superiori gli effetti che la bassa autostima ha sulla depressione. Un soggetto che ha una visione negativa di se stesso ha infatti più possibilità di cadere in depressione.

Viceversa, vi sono minori probabilità che la depressione possa portare alla scarsa autostima. Tuttavia, gli studiosi ammettono che possono esserci delle eccezioni.

Infatti, può capitare che un trauma improvviso faccia sprofondare nella depressione un individuo che ha una buona autostima. In questo caso la depressione scatena la perdita di fiducia in se stessi e inevitabilmente porta ad un abbassamento dell’autostima.

Per comprendere meglio le correlazioni esistenti fra depressione e bassa autostima, ecco nello specifico l’approccio verso i due modelli condotto dai ricercatori.

Due modelli che spiegano la correlazione fra depressione e bassa autostima

Uno studio pubblicato dall’Università di Basilea fornisce maggiori spiegazioni sulle correlazioni esistenti fra depressione e autostima, due disturbi dalle molteplici sfaccettature che spesso si presentano in concomitanza.

Modello della vulnerabilità

Secondo gli studiosi, rientrano nel modello della vulnerabilità i soggetti che hanno una personalità contraddistinta da bassa autostima. Questi individui elaborano gli eventi attraverso una lente negativa, hanno una scarsa resilienza e tendono a mettere in evidenza le cose negative rispetto a quelle positive.

Chi appartiene a questo profilo si pone sempre come la vittima della situazione e non si sente in nessun modo protagonista delle proprie esperienze, né pensa di meritare opportunità o fare qualcosa per lasciarsi alle spalle gli elementi negativi. In questo studio, dunque, i ricercatori hanno accertato che è soprattutto la bassa autostima ad aumentare il rischio di cadere in depressione.

Un basso livello di autostima non permette di sentirsi sicuri e di analizzare in modo razionale la realtà. Di conseguenza, si sviluppa una feroce critica verso la propria persona e una insoddisfazione e frustrazione maggiore nei confronti della vita. In poche parole, si diventa più vulnerabili.

Modello della cicatrice

La ricerca svolta dall’Università di Basilea ha approfondito anche il cosiddetto modello della cicatrice, secondo il quale è invece la depressione a scatenare la bassa autostima. Lo studio ha permesso di individuare che in molti casi è proprio la depressione a dare origine alla scarsa considerazione di se stessi.

Avvenimenti negativi che si verificano senza interruzioni, sentimenti disperati, ansie e stress che affliggono la mente sono responsabili dell’abbassamento dell’autostima. La riduzione dell’autostima non fa altro che aggravare il disturbo dell'umore, che si manifesta con apatia, tristezza, stanchezza e, nei casi più gravi, anche con pensieri suicidi.

Conclusioni

Gli studi svolti dai ricercatori sulle correlazioni fra depressione e autostima hanno permesso di attribuire maggiore importanza al modello della vulnerabilità, secondo il quale una bassa autostima è un fattore di rischio maggiore nello sviluppare disturbi psicologici.

Le ricerche hanno comunque messo in evidenza che, vista la forte connessione fra autostima e depressione, è importante sviluppare strategie per prevenirne l’insorgenza soprattutto nella fase dell’adolescenza.

In particolare, il modello della vulnerabilità va tenuto in alta considerazione perché in questo quadro rientrano profili di individui che hanno una visione negativa della vita e del mondo che li circonda, scarsa fiducia nel futuro e nessuna valorizzazione di se stessi.

Percepire queste visioni del mondo non aiuta a vivere appieno la vita e porta senz’altro alla depressione. Ad avere maggiori probabilità di sviluppare da grandi dei sintomi depressivi sono inoltre coloro che manifestano segnali di bassa autostima sin da piccoli, motivo per cui bisogna prendersi cura del proprio universo personale nella fase adolescenziale, considerata la più critica.

Allenare la mente a pensare positivo, a valorizzare le proprie qualità e ad accettare le critiche costruttive è un buon inizio per combattere la bassa autostima ed evitare di sprofondare nella depressione. Se questo non dovesse bastare è consigliabile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, in modo da avere un supporto concreto. L’intervento di un bravo terapeuta è dunque fondamentale per insegnare alle persone con bassa autostima ad impegnarsi a vivere, a promuovere esperienze più gratificanti e a trovare soluzioni alternative per raggiungere gli obiettivi, semplicemente scoprendo le proprie potenzialità.

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Laureata in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino e in Psicologia con indirizzo clinico presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Padova, ho conseguito la specializzazione quadriennale in Psicoterapia Psicodinamica presso l’Istituto di Psicoterapia Psicodinamica di Torino.

Anna Ambiveri

psicologa & psicoterapeuta

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