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Tecniche immaginative: come funzionano e a cosa servono

Le tecniche immaginative si basano sulla capacità degli uomini di rappresentarsi immagini puramente mentali, cioè immagini che si formano nella mente in totale assenza di stimoli visivi

Lo stato di rilassamento facilita l’immaginazione, così come immaginare determinati scenari facilita la distensione (le immagini producono dei cambiamenti anche a livello biochimico).

L’immaginazione è un efficace strumento di dialogo ed interazione con il proprio mondo interiore. Durante il processo immaginativo l’intervento della volontà è parzialmente sospeso lasciando all’inconscio la possibilità di esprimersi.

Vi è uno stretto legame fra le immagini e lo stato emotivo, vi è una relazione interdipendente tra le immagini e le emozioni per cui se lo stato emotivo influenza la natura delle immagini è vero anche il contrario e cioè che la natura delle immagini influenza lo stato emotivo.

Le immagini mentali fanno parte, esattamente come i pensieri, dei contenuti della nostra mente, sono presenti alla nostra coscienza e possono venir utilizzate in modi diversi nella pratica terapeutica

Il campo delle tecniche immaginative è vastissimo, per semplificare possiamo dire che vi sono tecniche immaginative guidate e tecniche immaginative non guidate.

Tecniche immaginative guidate: quando sono utili

E’ nelle tecniche immaginative guidate che viene utilizzata la caratteristica delle immagini di influire a livello emozionale. Il terapeuta, attraverso un percorso di immagini mirato prepara la persona ad affrontare determinate situazioni.

E’ questo il caso delle visualizzazioni mirate ad un obiettivo specifico ad esempio nella preparazione agli esami, nella preparazione al parto, nella preparazione mentale nello sport, nell’ansia da prestazione, nella gestione della rabbia, nella gestione dello stress, ecc.

Tecniche immaginative non direttive: quando sono utili

Queste tecniche sono quelle nelle quali il terapeuta non interviene nel fornire visualizzazioni al paziente, ma questi in stato di rilassamento profondo le produce da sé. Queste immagini sono quelle prodotte dal profondo, dalla dimensione inconscia, sono vissuti immaginativi, simbolici e archetipici e hanno in sé tutti gli elementi per trovare una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e dei propri limiti. . L’analisi di queste immagini viene poi effettuata con le varie tecniche analitiche della psicoterapia autogena bionomica, della quale il training autogeno di base e superiore rappresenta il punto di partenza.

Le tecniche immaginative non guidate rientrano, quindi, nel campo della psicoterapia e trovano il loro utilizzo quando si desideri lavorare su un cambiamento profondo della persona.

Laureata in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino e in Psicologia con indirizzo clinico presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Padova, ho conseguito la specializzazione quadriennale in Psicoterapia Psicodinamica presso l’Istituto di Psicoterapia Psicodinamica di Torino.

Anna Ambiveri

psicologa & psicoterapeuta

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