I sintomi della depressione post parto

//I sintomi della depressione post parto

I sintomi della depressione post parto

I sintomi della depressione post parto possono avere una durata variabile, da poche settimane fino a un anno: si può trattare di inappetenza, di esaurimento, di affaticamento, di indolenza o di vera e propria disperazione. Questo tipo di disturbo nervoso interessa le donne che ne sono colpite a partire dal terzo giorno successivo al parto: in alcune circostanze si può configurare come una vera e propria depressione e, in quanto tale, può essere accompagnata da forme di psicosi anche gravi.

In Italia sono soggette a depressione post parto circa il 10% delle Donne

Il pianto inconsulto, gli eccessi di sonno, il disinteresse nei confronti del bambino, la confusione e gli improvvisi mutamenti di umore sono altri segnali che possono indicare la comparsa della depressione post parto, che non di rado si caratterizza anche per il timore, da parte della donna, di far male a sé stessa o al bambino. Di solito, ciò si verifica in donne che hanno già avuto uno o più episodi depressivi precedenti alla gravidanza o che sono predisposte a soffrirne senza saperlo. In Italia, sono interessate da questo disturbo circa 10-15 donne su cento. Vi sono altri fattori che possono aumentare il rischio di depressione post partum ad esempio:

  • Aver sofferto di disturbi psichici in precedenza.
  • La comparsa di disturbi psichici durante la gravidanza.
  • L’ insorgenza di maternity blues in occasione di gravidanze precedenti.
  • Avere una gravidanza in giovanissima età.

Vale la pena di precisare che nei giorni che seguono il parto sette madri su dieci sperimentano dei sintomi di depressione, che – però – possono essere considerati leggeri: è ciò che è stato definito come baby blues o maternity blues dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott. Con questi termini si indica una condizione di disagio interiore della neomamma: un lieve e transitorio disturbo emozionale in genere senza conseguenze psicologiche a lungo termine e che può essere paragonato a una sorta di malinconia, che tuttavia svanisce nel giro di breve tempo.

La depressione post parto è una evoluzione del baby blues con conseguenze psicologiche anche gravi

Si tratta di una tappa quasi obbligatoria, di una fase di transizione che tutte le mamme attraversano e che termina non appena si ricostituisce il nuovo equilibrio familiare. La depressione post parto, invece, è qualcosa di diverso e più grave: una sorta di evoluzione del baby blues, con sintomi che vanno dalle crisi di pianto scaturite senza alcuna apparente ragione alla tendenza ad essere ansiose.
Le donne che soffrono di depressione dopo il parto si sentono inquiete e avvertono una certa irritabilità: le cause principali sono rappresentate dal forte stress psicofisico associato al parto e dagli sconvolgimenti ormonali che si sono verificati nel loro corpo sia nel corso della gravidanza sia dopo il parto, con la riduzione del livello di progesterone, di estrogeni e di serotonina.

I livelli di quest’ultima crollano appena nato il bambino e diventano simili a quelli riscontrati nelle persone con gravi forme di depressione. I sintomi di questa depressione richiedono, nel caso in cui durino per più di qualche giorno, l’intervento di uno specialista del settore, anche per evitare che si passi dalla depressione post parto alla psicosi post parto.

La psicosi post partum è una condizione patologica rara, la cui incidenza si aggira intorno allo 0.2% e che insorge nelle prime 4 settimane dal parto. L’elemento distintivo principale della psicosi è la perdita di contatto con la realtà e la proiezione del proprio malessere su un “nemico” esterno che viene identificato nel bambino. Il bambino rischia di essere visto come l’origine di tutto il male, come il “malvagio”o, comunque, come colui che deve essere eliminato. La neo mamma in preda alla psicosi può attuare gesti anticonservativi e/o uccidere il proprio bambino. Per questo è fondamentale che la neo mamma non venga mai lasciata sola con il proprio neonato.

Per impedire che i sintomi prendano il sopravvento e condizionino la vita quotidiana della donna che soffre di depressione post partum, è consigliabile adottare alcuni accorgimenti che permettano di alleviare la situazione. Una particolare attenzione deve essere riservata, per esempio, a quel che si mangia: la dieta che si segue, infatti, deve essere adeguata al dispendio di energie che il ruolo nuovo di mamma comporta. L’allattamento e i cali ormonali, ma anche le notti insonni e i pianti del neonato, presuppongono un’alimentazione equilibrata, che può servire anche per affrontare meglio i sintomi della depressione post parto.

Una particolare attenzione alla alimentazione è necessaria per affrontare al meglio il periodo post parto

Per questo motivo, gli esperti raccomandano di non rinunciare a un apporto adeguato delle proteine che si possono trovare nei legumi, nei latticini e nella carne, ma anche di assumere il ferro (presente nel cacao, nelle albicocche, nelle prugne secche, nelle noci, nella carne di tacchino e nella carne di pollo). Per scongiurare le conseguenze derivanti dai sintomi della depressione post parto, inoltre, è molto prezioso l’acido folico, che non è altro che la vitamina B9, presente nei legumi, nei cereali, nelle verdure a foglia verde, nel fegato, nei kiwi, nei limoni e nelle arance.

Conoscere i sintomi della depressione post parto è importante, ovviamente, anche per essere in grado di identificarla a tempo debito e di intervenire il prima possibile. Un problema di non poco conto è rappresentato dalla tendenza a sottovalutare la questione: molte donne, come è normale che sia, minimizzano i sintomi e li nascondono a sé stesse, oltre che alle altre persone, un po’ perché si vergognano (la nascita di un figlio dovrebbe costituire il momento più felice della vita di una mamma) e un po’ perché hanno paura di riconoscere di essere malate.

Se è vero che, dal punto di vista sociale, un parto è un lieto evento per definizione, ecco che accettare i sintomi della depressione post parto è un compito più arduo di quel che si possa immaginare. Non bisogna temere, quindi, di essere colpite dal maternity blues: esso, però, dura non più di una settimana. Tuttavia, se l’ansia, la tristezza, la tendenza a piangere con facilità, i problemi di memoria, l’irritabilità e la fatica sperimentata nel concentrarsi che si sono vissuti nelle prime due settimane successive al parto non scompaiono con il passare del tempo, vuol dire che la depressione è in agguato: occorre intervenire, dunque, per trattarla in maniera adeguata. In questi casi, alcuni incontri con uno psicologo o uno psicoterapeuta si rendono necessari per valutare meglio i sintomi.

Una donna che abbia già sofferto di crisi depressive non deve rinunciare a priori ad avere un figlio, l’importante è che essa sia consapevole che la gravidanza e la nascita del bambino potranno rappresentare l’inizio di un periodo critico che necessita di essere affrontato con accorgimenti particolari. La donna dovrà essere seguita non solo dal ginecologo, ma anche da uno psichiatra con cui potrà programmare una terapia il cui scopo sarà quello di diminuire al massimo la possibilità che la depressione post-partum sia troppo invalidante. Ciò comporterà la necessità di assumere farmaci mirati subito dopo la nascita del bambino e la presenza di un supporto psicologico.

2017-07-06T08:22:29+02:00