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La sindrome dell'impostore

21/07/2021

Pauline Clance e Suzanne Imes e la sindrome dell'impostore

La sensazione di essere presi in considerazione in maniera esagerata o di non meritare il successo ottenuto nel lavoro è assai comune, e può colpire chiunque abbia raggiunto traguardi molto importanti. Pare che anche Albert Einstein soffrisse di questo disturbo, che viene definito molto semplicemente “sindrome dell’impostore”. L’espressione venne coniata nel 1978 dalle psicologhe americane Pauline Rose Clance e Suzanne Imes. Qui, scopriremo cause, sintomi e come combattere questo disturbo.

In cosa consiste la sindrome dell’impostore

L’espressione Sindrome dell’Impostore è una condizione psicologica che si manifesta in una persona talentuosa che non riesce ad accettare i successi ottenuti per i propri meriti. Piuttosto, chi ne soffre, crede di avere ingannato chi ha creduto nella sua persona. Non sentirsi all’altezza del ruolo che si riveste nella società comporta sofferenze interiori anche gravi e può compromettere la qualità della vita in maniera significativa.

Le due psicologhe americane Pauline Clance e Suzanne Imes avevano riscontrato questo fenomeno inizialmente nelle donne, in particolare in un gruppo di esse che aveva raggiunto successo e notorietà. Poi, proseguendo con la ricerca, hanno accertato che la sindrome dell’impostore, termine dato appunto dalle due psicologhe, affliggeva allo stesso modo donne e uomini. Uno studio recente afferma che il 70% delle persone sperimenta, nell'arco della vita, almeno un episodio di sindrome dell'impostore.

Nonostante il nome sembri indicare una malattia, la sindrome dell’impostore non lo è, quindi non viene inserita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Le spiegazioni di questo fenomeno sono molteplici, e non per forza devono essere legate a depressione o ansia. Anzi, pare che sia profondamente radicato nel carattere e nella natura umana.

Chi nel proprio lavoro è molto preparato e apprezzato tende a considerare le persone che incontra allo stesso livello, e a sentirsi perfino inferiore a loro per capacità. Questo fenomeno si contrappone alla distorsione cognitiva che spinge coloro che sono poco preparati a sopravvalutarsi.

Quali sono le cause della sindrome dell’impostore

Non esistono cause specifiche che portano a soffrire della sindrome dell’impostore in quanto sono numerose le variabili che possono influire nel generarla. Vi sono, però, dei fattori di rischio che sono stati riconosciuti dagli esperti come probabili cause scatenanti del disturbo. Ecco quali sono:

  • Avere una sensibilità più accentuata del normale
  • Essere cresciuti con qualcuno in famiglia che si è sempre distinto
  • Avere poche possibilità di esprimere liberamente le proprie emozioni
  • Avere ricevuto in famiglia sempre e solo complimenti
  • Trovarsi di fronte a nuove sfide come, ad esempio, un nuovo ambiente professionale o accademico
  • Fare parte di una minoranza che è stata oggetto di discriminazione sociale

La sindrome dell'impostore può influire negativamente sulla salute, sul benessere generale, e può compromettere le relazioni interpersonali e perfino la propria carriera lavorativa. La persona che ne soffre accusa sintomi che non consentono di affrontare serenamente la quotidianità e ansia, stress, depressione ed esaurimento diventano un disturbo costante. A tutto ciò si aggiungono anche bassa autostima e la paura di accettare nuovi ruoli, proprio perché non si ritiene di esserne all’altezza.

Sintomi della sindrome dell’impostore

La sindrome dell’impostore è strettamente legata all’autostima e chi ne soffre ha poco valore di sé, soprattutto riguardo agli studi e all’ambito lavorativo. Spesso, ad esserne affetti sono persone che ricoprono cariche importanti, che richiedono un livello di istruzione superiore. I pensieri che affliggono tali individui sono:

  • Convinzione di ingannare gli altri rispetto al loro valore
  • Paura di essere smascherati e di essere ritenuti degli impostori
  • Non pensare di meritare i traguardi ottenuti
  • Essere convinti che le cause del successo siano fortuite
  • Sentirsi in colpa per le vittorie
  • Declinare gli elogi e i complimenti
  • Paura di esporsi e di essere messi sotto giudizio
  • Sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo professionale

Oltre a provare queste sensazioni che a lungo andare creano una condizione psicologica devastante, la persona che soffre della sindrome dell’impostore viene sopraffatta da una voce interna che pronuncia affermazioni del tipo “non merito di essere qui”, “è stata solo fortuna”, “ho preso il posto perché non c’erano altri candidati” e via dicendo.

Come superare il disturbo

Superare la sindrome dell’impostore tramite le rassicurazioni delle persone vicine spesso non basta, soprattutto se gli individui hanno un alto livello di insicurezza interiore. Per attenuare i sintomi e liberarsi di questo disturbo bisogna lavorare su se stessi, imparando prima di tutto a far crescere l’autostima. Allo stesso tempo bisogna correggere alcuni tratti del carattere che hanno una notevole influenza nello sviluppare questo disturbo.

In genere, coloro che mettono impegno nel lavoro e nello studio hanno un elevato senso dell’autocritica e del perfezionismo, due qualità che permettono di conseguire successi e traguardi importanti. Tuttavia, non bisogna mai esagerare. Piuttosto, per evitare di sconfinare nella non accettazione delle proprie capacità, è preferibile non eccedere con l’autocritica.

Il primo passo da fare è essere consapevoli di non essere perfetti e di non volerlo diventare ad ogni costo. Accettare i traguardi raggiunti, anche facendo errori, non è un fallimento, ma il riconoscimento che un essere umano è libero di sbagliare e imparare dagli errori fatti. Raggiunta questa consapevolezza, non bisogna lasciarsi abbattere, guardando le situazioni da una prospettiva prettamente positiva.

L’autostima riveste un ruolo determinante per sconfiggere la sindrome dell’impostore e per recuperarla il modo migliore è tenere conto dei successi ottenuti e ricordare quanta fatica siano costati. Analizzare il percorso fatto per raggiungerli è un buon passo avanti per rendersi conto che nulla è stato regalato o rubato.

Niente e nessuno può dire che quella laurea, quel lavoro costato sacrifici siano stati ottenuti senza merito. Prendere consapevolezza degli sforzi aiuta anche ad accettare i complimenti e ad interiorizzarli nel modo giusto. In alternativa, per superare la sindrome dell’impostore, si può ricorrere all’aiuto di uno Psicologo Psicoterapeuta professionista che saprà come intervenire per attenuare o superare il disturbo.

Bibliografia

La sindrome dell'impostore. Perché pensi che gli altri ti sopravvalutino Copertina flessibile – 18 febbraio 2021 di Sandi Mann  (Autore), Virginio B. Sala (Traduttore).

Sono laureata in psicologia clinica e di comunità presso l’Università degli Studi di Torino e iscritta all’Albo degli Psicologi della Regione Piemonte al n 8247.

Ivana Cerruti

psicologa & psicoterapeuta

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