CHI E’ LO PSICOTERAPEUTA

studio psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un laureato in Psicologia o Medicina, iscritto al proprio Albo di riferimento che ha effettuato una formazione quadriennale post-laurea riconosciuta dal Ministero  dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca . M.I.U.R. Il percorso quadriennale prevede un monte ore di tirocinio da effettuale in strutture riconosciute sotto la supervisione di esperti del settore. Le scuole di psicoterapia hanno vari indirizzi a seconda di quello che è il modello teorico di riferimento. Quella ad indirizzo psicodinamico (es. IPP di Torino), richiede obbligatoriamente che lo psicoterapeuta in formazione effettui una psicoterapia personale prima di concludere l’iter di studi. Lo psicoterapeuta può svolgere (se psicologo) anche tutte le attività dello psicologo clinico. La psicoterapia  si occupa di curare i disturbi della sfera psichica da quelli di lieve entità a quelli gravi. A volte può essere molto utile una collaborazione con la figura dello psichiatra in quanto il portatore del disagio psicologico può trarre un maggior giovamento se utilizza anche dei farmaci oltre alla cura con la parola.

L’AZIONE DI UNA PSICOTERAPEUTA PSICODINAMICA

La psicoterapia psicodinamica agisce soprattutto attraverso l’impiego di due strumenti: il colloquio clinico e la relazione terapeutica. Durante le sedute di psicoterapia psicodinamica il paziente è invitato a parlare liberamente dei suoi desideri, dei suoi pensieri e delle sue paure. Non incontra ostacoli come succede solitamente quando si parla con un parente o un amico che esprime la sua opinione e blocca le emozioni inducendo a condividere il suo pensiero. Il terapeuta favorisce il libero sfogo e la massima espressione delle emozioni del paziente. Solo così il campo d’indagine diventa ricco di informazioni da cui si parte per consentire la guarigione e rinnovare il modo di vivere dell’assistito.
Lo psicoterapeuta psicodinamico ha il compito di far emergere alcuni aspetti del sé poco conosciuti per mettere in risalto il mondo emozionale del paziente. Il risultato che la psicoterapia psicodinamica mira ad ottenere è la conoscenza delle problematiche del paziente, delle contraddizioni della sua personalità promuovendo la capacità di esprimere gli stati d’animo vissuti. Il paziente non riconosce le cause di un suo eventuale malessere che innescano dei processi dannosi per la sua salute. Quando un paziente non sta bene psicologicamente evita il malessere attraverso comportamenti finalizzati a raggirare il problema. Si parla di meccanismi di evitamento. Lo stesso meccanismo si presenta in tutti gli aspetti della vita ed anche nei confronti della terapia.

La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico/psicodinamico si propone, quindi, di mettere a disposizione del soggetto uno spazio personale nel quale, attraverso un ascolto autentico e non giudicante, si costruirà nel tempo una particolare relazione tra paziente e terapeuta (il NOI terapeutico) che guiderà verso una trasformazione consapevole dei processi psicologici dai quali dipendono il disagio e la sofferenza psichica e relazionale. In un luogo di accettazione, accoglienza e apertura verso ogni “diversità”, di riflessione e condivisione, la coppia terapeutica cercherà di esplorare e far “riemergere” tutto ciò che riguarda la persona  nella sua unicità e irripetibilità. Lo psicoterapeuta assiste e accompagna il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori camminando insieme a lui nella ricerca, dentro di sé, di nuove condizioni interne e modalità relazionali che gli permetteranno di ritrovare il proprio benessere psicoemotivo/affettivo nel rapporto con se stessi e con gli altri.

L’INCONTRO CON LO PSICOTERAPEUTA PSICODINAMICO

La psicoterapia psicodinamica indaga sull’unicità del mondo interiore di ogni paziente e cerca di comprendere quali sono i fattori inconsci che bloccano il pensiero e che producono un disturbo sull’espressione delle emozioni. La consapevolezza dei fattori limitanti consente al paziente di sviluppare parti nuove del Sé. Per ottenere dei buoni risultati dalla terapia è necessario che il paziente si fidi del terapeuta esprimendo tutte le sue fantasie, paure, preoccupazioni, rabbie… Inoltre deve essere disposto a conoscere delle parti inconsce che potrebbero all’inizio rievocare emozioni dolorose. La profonda conoscenza di queste zone oscure del proprio mondo interiore libera il paziente aprendo la strada a delle opportunità risolutive. Queste opportunità favoriscono una maggiore significatività della vita e la piena soddisfazione dei desideri. Può succedere che il paziente per evitare di provare delle emozioni troppo forti o dolorose durante la psicoterapia ponga in atto dei comportamenti che sembrano dovuti al caso e che ostacolano la terapia. In realtà tali comportamenti rappresentano delle difese o delle resistenze. Ad esempio se un soggetto non vuole compiere un’azione probabilmente dimenticherà di farla. Lo stesso potrà accadere al paziente ad esempio dimenticando la seduta, arrivando in ritardo, sbagliando orario (questi sono solo alcuni dei più comuni agiti dei pazienti). Il professionista studierà la causa inconscia di questa dimenticanza attraverso il colloquio con il paziente, cercando di comprendere il cuore del problema. Il professionista cerca di comprendere quali sono gli elementi riguardanti le dimensioni del Sé, le esperienze affettive, l’impostazione personale nelle relazioni. Attraverso questo studio valuta quanto pesa il passato sulla vita presente del paziente cercando di interrompere la continuità quando è negativa. Il suo compito è quello di far emergere gli ostacoli che il passato pone nel vivere in modo pieno il progetto di sé, in modo tale da porre nuove basi per un’esistenza serena caratterizzata dalla piena accettazione dei propri limiti e dall’identificazione delle proprie virtù. Lo psicoterapeuta cerca di esplorare le dimensioni del sé per comprendere i temi ricorrenti e i patterns che accompagnano il pensiero e bloccano il sé impedendo il fluire libero delle emozioni.

SCOPERTA DELLE POTENZIALITA’

L’obiettivo della psicoterapia psicodinamica, oltre al riconoscimento di ciò che significano i sintomi di tipo patologico e di ciò che li alimenta è, quindi, il far affiorare le risorse potenziali latenti che riguardano diversi aspetti della vita del paziente. Non si parla solo di relazioni interpersonali più soddisfacenti con un partner ma anche di tolleranza nei confronti degli altri, dell’accettazione delle sfumature del carattere, della comprensione degli ostacoli emotivi. Inoltre la terapia fa emergere le potenzialità intellettuali che per timidezza o scarsa autostima non sono state alimentate. Consentendo al paziente di credere in sè stesso emergerà il talento in modo tale che egli possa cogliere le opportunità che si presentano. La guarigione fortifica il paziente anche di fronte a cambiamenti dolorosi della vita rendendolo capace di affrontarli con maggiore serenità, accettandoli senza drammi e senza ripercussioni sulla vita psicofisica.

LE RELAZIONI INTERPERSONALI IN PSICOLOGIA

Si dà molta importanza alle esperienze infantili e alle figure di attaccamento che hanno un certo peso sulla vita presente fungendo da ostacolo nel vivere le esperienze. Le relazioni interpersonali sono studiate a fondo per comprendere la capacità del paziente di esprimere i suoi bisogni emotivi. Quando il paziente frequenta soggetti con una personalità problematica emergono i suoi problemi relazionali. Anche la terapia fa emergere i problemi interpersonali perché si crea una relazione profonda con lo psicoterapeuta il quale la utilizza per comprendere la rete in cui risulta incagliato l’inconscio. Dalla relazione con il terapeuta emergono interessanti fattori che possono portare il paziente a rinnovare le relazioni interpersonali e vivere in modo libero i desideri inconsci. La rielaborazione dell’inconscio e dei suoi desideri porta ad un’esperienza trasformativa che induce il paziente a sintonizzarsi con il proprio Sé.