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Dipendenza affettiva e paura dell'abbandono

30/12/2022

Che cosa si intende per dipendenza affettiva

Essa è uno stato mentale invasivo e permeante che porta la persona che lo sperimenta ad essere profondamente persuasa di non poter vivere senza l’Altro. Ogni aspetto della vita perde totalmente significato ed importanza per il dipendente affetti vo se non è condiviso con la persona oggetto d’amore. In alcuni casi, questa dipendenza affettiva può essere talmente pervasiva da portare a comportamenti controllanti che sono funzionali a evitare la perdita della persona amata. La separazione verrebbe vissuta come abbandono con conseguenti  forti angosce di frantumazione e di perdita di sé. Chi vive in uno stato di dipendenza affettiva soffoca ogni desiderio personale per soddisfare totalmente l’altro ed evitarne la perdita. La dipendenza affettiva, quindi, è un disturbo della personalità che pervade la dimensione emotiva del soggetto, trasformando il rapporto di coppia da funzionale in patologico.

Dipendenza affettiva: origini e conseguenze

La dipendenza affettiva ha origine quasi sempre nell’infanzia. Di solito, gli individui che soffrono di questa forma di dipendenza hanno sperimentato nella relazione con la figura di riferimento uno stile di attaccamento insicuro per cui si è sviluppata una percezione di sé come soggetto poco amabile e non meritevole di attenzioni e amore, incapace di suscitare risposte positive e di attaccamento. In particolare i soggetti con dipendenza affettiva vivono le seguenti condizioni:

  • difficoltà nel prendere decisioni o esprimere disaccordo;
  • difficoltà nell’assumersi le proprie responsabilità, facendo diventare gli altri responsabili della propria vita;
  • difficoltà a prendere iniziativa e tendenza a farsi maltrattare o sopportare ingiustizie per paura di essere abbandonati;
  • incapacità di prendersi cura di sé stessi;
  • immediata ricerca di un’altra relazione in cui rifugiarsi nel caso di rottura di una relazione intima.

Le cause di un attaccamento insicuro possono essere relative ai genitori,  al bambino e all’ambiente.

Paura dell’abbandono: origini e conseguenze

La paura dell’abbandono affonda le sue radici nell’infanzia. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli adulti che hanno paura di essere abbandonati hanno vissuto esperienze di abbandono, instabilità e perdita durante l’infanzia. Tali esperienze possono includere, ad esempio, una grave malattia, un grave incidente, la morte o altri eventi che abbiano implicato un importante allontanamento dalle figure di riferimento. Anche un divorzio potrebbe far scaturire questi timori, in quanto prevede, comunque, l‘allontanamento da una figura genitoriale.

Il soggetto che ha paura dell’abbandono considera le persone importanti come poco stabili o non affidabili, Inoltre, chi ha paura di essere abbandonato pensa che l’altra persona o il partner possa sostituirlo improvvisamente e facilmente con qualcuno di “migliore”.

La conseguenza è che il comportamento del soggetto che soffre di paura dell’abbandono sarà sempre orientato al mantenimento della relazione, mettendo a tacere bisogni e desideri.

Dipendenza affettiva e paura dell’abbandono: cura e rimedi

E’ chiaro che il modello relazionale introiettato dal bambino nei primi anni di vita, sarà poi il linguaggio emotivo di tutto ciò che egli vivrà e potrà esprimersi in comportamenti apparentemente  autolesivi, inadatti, dolorosi, ma che in un’ottica psicodinamica non solo acquistano senso, ma possono diventare punto di partenza per un cambiamento

Per far fronte ad episodi di dipendenza affettiva e paura dell’abbandono, seguire un percorso psicoterapeutico può sicuramente aiutare ad esprimere i propri pensieri e aprirsi con l’altro, individuando le condizioni che hanno portato e portano il soggetto a vivere  costantemente con l’ansia di perdere il proprio partner o una persona cara. Come accade per gli altri generi di dipendenza, il risanamento dalla dipendenza affettiva è un processo lungo e complesso che richiede pazienza e motivazione. I presupposti basilari sono il riconoscimento della propria dipendenza e la volontà di intraprendere un processo di cambiamento. Tutto questo richiede molta forza e determinazione poiché comporta un cambiamento nelle modalità relazionali e nella gestione delle emozioni.

Nel caso della dipendenza affettiva, la psicoterapia psicodinamica non è orientata a ridurre i sintomi o i comportamenti disfunzionali, ma è studiata per aiutare il paziente a cambiare psicologicamente, a trasformare gli aspetti disfunzionali e a crearne di nuovi.

Il coinvolgimento protratto con un altro affidabile ed accudente offre un’esperienza di attaccamento correttiva potente (Allen J.G., Fonagy P. & Bateman A.W., 2008).

Bibliografia

  • Liotti, G. (2001). Le opere della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionistica. Cortina, Milano.
  • A.W., (2008).Allen J.G., Fonagy P. & Bateman
  • Antonino Ferro (2007). Evitare le emozioni, vivere le emozioni. Raffaello Cortina Editore.
  • Glen O. Gabbard (2011). Introduzione alla psicoterapia psicodinamica. Raffaello Cortina Editore.
  • Nancy McWilliams (2012). La diagnosi psicoanalitica. Astrolabio.
  • Immagine di Freepik
Laureata in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero di Torino e in Psicologia con indirizzo clinico presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Padova, ho conseguito la specializzazione quadriennale in Psicoterapia Psicodinamica presso l’Istituto di Psicoterapia Psicodinamica di Torino.

Anna Ambiveri

psicologa & psicoterapeuta

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