
Che cosa si intende per dipendenza affettiva.
Essa è uno stato mentale invasivo e permeante che porta la persona che lo sperimenta ad essere profondamente persuasa di non poter vivere senza l’Altro. Ogni aspetto della vita perde totalmente significato ed importanza per il dipendente affetti vo se non è condiviso con la persona oggetto d’amore. In alcuni casi, questa dipendenza affettiva può essere talmente pervasiva da portare a comportamenti controllanti che sono funzionali a evitare la perdita della persona amata. La separazione verrebbe vissuta come abbandono con conseguenti forti angosce di frantumazione e di perdita di sé. Chi vive in uno stato di dipendenza affettiva soffoca ogni desiderio personale per soddisfare totalmente l’altro ed evitarne la perdita. La dipendenza affettiva, quindi, è un disturbo della personalità che pervade la dimensione emotiva del soggetto, trasformando il rapporto di coppia da funzionale in patologico.
La dipendenza affettiva ha origine quasi sempre nell’infanzia. Di solito, gli individui che soffrono di questa forma di dipendenza hanno sperimentato nella relazione con la figura di riferimento uno stile di attaccamento insicuro per cui si è sviluppata una percezione di sé come soggetto poco amabile e non meritevole di attenzioni e amore, incapace di suscitare risposte positive e di attaccamento. In particolare i soggetti con dipendenza affettiva vivono le seguenti condizioni:
Le cause di un attaccamento insicuro possono essere relative ai genitori, al bambino e all’ambiente.
La paura dell’abbandono affonda le sue radici nell’infanzia. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli adulti che hanno paura di essere abbandonati hanno vissuto esperienze di abbandono, instabilità e perdita durante l’infanzia. Tali esperienze possono includere, ad esempio, una grave malattia, un grave incidente, la morte o altri eventi che abbiano implicato un importante allontanamento dalle figure di riferimento. Anche un divorzio potrebbe far scaturire questi timori, in quanto prevede, comunque, l‘allontanamento da una figura genitoriale.
Il soggetto che ha paura dell’abbandono considera le persone importanti come poco stabili o non affidabili, Inoltre, chi ha paura di essere abbandonato pensa che l’altra persona o il partner possa sostituirlo improvvisamente e facilmente con qualcuno di “migliore”.
La conseguenza è che il comportamento del soggetto che soffre di paura dell’abbandono sarà sempre orientato al mantenimento della relazione, mettendo a tacere bisogni e desideri.
E’ chiaro che il modello relazionale introiettato dal bambino nei primi anni di vita, sarà poi il linguaggio emotivo di tutto ciò che egli vivrà e potrà esprimersi in comportamenti apparentemente autolesivi, inadatti, dolorosi, ma che in un’ottica psicodinamica non solo acquistano senso, ma possono diventare punto di partenza per un cambiamento
Per far fronte ad episodi di dipendenza affettiva e paura dell’abbandono, seguire un percorso psicoterapeutico può sicuramente aiutare ad esprimere i propri pensieri e aprirsi con l’altro, individuando le condizioni che hanno portato e portano il soggetto a vivere costantemente con l’ansia di perdere il proprio partner o una persona cara. Come accade per gli altri generi di dipendenza, il risanamento dalla dipendenza affettiva è un processo lungo e complesso che richiede pazienza e motivazione. I presupposti basilari sono il riconoscimento della propria dipendenza e la volontà di intraprendere un processo di cambiamento. Tutto questo richiede molta forza e determinazione poiché comporta un cambiamento nelle modalità relazionali e nella gestione delle emozioni.
Nel caso della dipendenza affettiva, la psicoterapia psicodinamica non è orientata a ridurre i sintomi o i comportamenti disfunzionali, ma è studiata per aiutare il paziente a cambiare psicologicamente, a trasformare gli aspetti disfunzionali e a crearne di nuovi.
Il coinvolgimento protratto con un altro affidabile ed accudente offre un’esperienza di attaccamento correttiva potente (Allen J.G., Fonagy P. & Bateman A.W., 2008).
Bibliografia
